giovedì 8 novembre 2012
lunedì 10 settembre 2012
lunedì 11 giugno 2012
a Montegalda, Sala Valmarana, Municipio di Montegalda:
Il Partito Democratico e la crisi della Politica. Incontro sui temi dell'attualità politica nello scenario locale e nazionale con Stefano Fracasso, Consigliere Regionale PD, eFederico Ginato, Segretario Provinciale PD.
giovedì 17 maggio 2012
giovedì 3 maggio 2012
mercoledì 4 aprile 2012
lunedì 2 aprile 2012
mercoledì 14 marzo 2012
Donne in politica a caccia di parità. Ma i posti calano
Buongiorno,
sperando di far cosa utile e gradita vi inoltro l’articolo pubblicato oggi da “Il Giornale di Vicenza” in cui si illustra l’importante iniziativa legislativa che stiamo portando avanti sul tema della doppia preferenza.
Grazie mille e buon lavoro.
Daniela Sbrollini
QUOTE ROSA. La rappresentanza di genere nei consigli degli enti locali
Donne in politica a caccia di parità. Ma i posti calano
Marco Scorzato
Presto alla Camera una proposta di legge bipartisan: un eletto su tre sarà femmina. Sbrollini (Pd): «Voto storico, vediamo chi ci sta»
martedì 13 marzo 2012 CRONACA, pagina 15
Sgomitano in mezzo alla calca. Chiedono spazio, rivendicano il diritto alla parità, all´equilibrio di rappresentanza negli incarichi pubblici e nelle assemblee elettive. Lo fanno da tempo, le donne in politica, ma mai come in questa fase gli spazi sono ristretti. Sempre di più. E per tutti, maschietti compresi. Crescono le aspettative - femminili -, calano i posti - in politica: via le Province; dieta dei Cda delle società pubbliche; verso il taglio delle poltrone il Parlamento nazionale. riforma permettendo. La torta si restringe e le donne chiedono di gustare le fette che finora hanno riempito perlopiù pance maschili. Un gioco a somma zero, anzi negativa.
Il momento è catartico, direbbe il comico, e in questo contesto approderà presto alla Camera una proposta di legge bipartisan sul “riequilibrio della rappresentaza di genere”. Quote rosa era il vecchio refrain. «Ma le quote rosa sono superati», dice Daniela Sbrollini, deputata del Partito democratico -. Serve un meccanismo che dia la vera parità alla rappresentanza di genere e questa proposta lo individua: perciò sarà un voto storico».
IL «RIEQUILIBRIO». Il testo «nasce dalla sintesi di diverse proposte di legge, avanzate da deputate donne di quasi tutti i principali gruppi parlamentari, tranne la Lega nord», sottolinea Sbrollini, prima firmataria di uno di questi testi-base. La sintesi è una proposta di legge presentata a Roma l´8 marzo scorso, Festa della donna. Dovrebbe andare in aula il 26. E dice questo: riequilibrio del rapporto di genere negli enti locali. Come? «Nelle liste dei candidati viene assicurata la presenza di entrambi i sessi nelle assemblee elettive, con la certezza che nessuno dei due potrà essere rappresentato in misura superiore ai due terzi» e con un meccanismo che regoli le preferenze: «Ogni elettore potrà esprimere – sottolinea Sbrollini - una o due preferenze, ma nel caso di due, esse dovranno riguardare candidati di sesso diverso, pena l´annullamento della seconda preferenza».
DUE TEMPI. L´auspicio è che entro sei mesi dall´entrata in vigore della legge, «si arrivi all´adeguamento degli statuti e dei regolamenti degli enti locali». Per quanto riguarda il livello regionale si introduce un vincolo più blando, cioè «la promozione della parità di accesso tra uomini e donne alle cariche elettive attraverso misure che permettano di incentivare l´accesso alle cariche elettive del genere sottorappresentato, anche prevedendo la nullità delle liste che non presentino i requisiti».
Si parte dai livelli locali, sottolinea Sbrollini, «perché a livello nazionale è in corso il dibattito sul cambio della legge elettorale». Ma una volta chiarito questo dibattito, «il meccanismo sarà da estendere anche al Parlamento». Già, ma intanto questo passaggio non c´è, e non è un particolare da poco.
LA PROVA DELL´AULA. È lì, alla Camera e al Senato dove le donne non sono certo maggioranza, che la proposta deve prima di tutto trovare consensi per diventare legge. Le donne hanno bisogno dei voti degli uomini. «Bersani, segretario Pd, si è già espresso a favore – ricorda Sbrollini - e anche altri colleghi maschi sono d´accordo. Anche le deputate del Pdl hanno chiesto ad Alfano di sostenere la proposta. A parole ci siamo, poi vediamo. E speriamo che anche la Lega si unisca». Sbrollini e le sue colleghe ripongono molte aspettative su questo voto. Altri parlamentari sono ben più freddi, ritenendola una “novità di minima”, una sintesi (necessariamente) al ribasso di tutte le proposte avanzate negli anni: del resto un posto da consigliere a Lastebasse e una poltrona a Montecitorio non sono propriamente la stessa cosa.
giovedì 8 marzo 2012
Otto Marzo, Bersani: "Ruolo delle donne decisivo per sviluppo e crescita"

Un anno fa le donne del Pd consegnarono al Palazzo Chigi le firme per le dimissioni di Berlusconi e la formazione di un governo di transizione
lunedì 13 febbraio 2012
venerdì 3 febbraio 2012
Rai, Zaia non paga canone Ruzzante: "Zaia impone tasse ma incita a evasione. Lega ipocrita: ha consentito aumento canone"
“Lo stesso presidente Zaia che impone le tasse ai cittadini, dal bollo auto ai ticket sulla sanità, non può permettersi il lusso di definire giusta la battaglia contro il canone Rai, incitando così all’evasione fiscale. Zaia, così come il deputato-sindaco leghista Bitonci, non possono stare con un piede nelle stanze del potere ed uno nelle piazze della protesta: troppo comodo”.
A dirlo il consigliere regionale del Pd, Piero Ruzzante, commentando le dichiarazioni di oggi del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, nel corso della manifestazione ‘Riprendiamoci la Rai’, tenutasi a Venezia.
“Si tratta di una presa in giro nei confronti di quel milione e mezzo di famiglie venete che in questi giorni ha pagato i 112 euro per il servizio pubblico televisivo. Zaia piuttosto spieghi perché la Lega, che ha governato per 8 anni e mezzo negli ultimi dieci, non ha cancellato il canone. Non solo non l’ hanno fatto ma addirittura hanno consentito l’aumento della tariffa dell’abbonamento”.
“L’altro evidente elemento di ipocrisia - conclude Ruzzante - sta nel fatto che tutte le critiche che oggi Zaia ha rivolto alla Rai dovrebbe avere il coraggio di rivolgerle a quella pletora, tra consiglieri d’amministrazione, direttori e dirigenti, che la Lega ha inserito in Rai, attraverso un’occupazione sistematica”.
lunedì 30 gennaio 2012
lunedì 14 novembre 2011
21 novembre 2011, ore 20.45
martedì 25 ottobre 2011
lunedì 26 settembre 2011
venerdì 22 luglio 2011
Costi della politica: ecco le proposte del PD
Per questa ragione il Pd ha da tempo messo a punto precise proposte e dato vita a concrete iniziative parlamentari sul tema dei costi della politica e delle riforme istituzionali. Al Senato ha anche presentato emendamenti alla manovra del governo insieme a Idv e Udc, misure che il governo e la maggioranza hanno respinto, impedendone l’approvazione, ma che restano validi punti di riferimento per gli interventi da realizzare.
- Retribuzioni dei parlamentari. Il Pd punta a modificare la legge del 1965 che lega la retribuzione dei parlamentari alla retribuzione dei magistrati italiani, per scegliere un nuovo parametro. L’obiettivo è di allineare l’Italia alla media delle retribuzioni dei parlamentari degli altri paesi europei.
- Vitalizi. Con una decisione interna alla Camera e al Senato (gli organi costituzionali hanno un’autonomia decisionale sul proprio bilancio) il Pd propone di rivedere entro la legislatura i vitalizi dei parlamentari riportandoli al sistema previdenziale in vigore per tutti gli altri cittadini iscritti all’Inps.
- Risparmi e trasparenza su affitti e servizi. Il Pd propone di lavorare concretamente all’interno dei bilanci di Camera e Senato per ridurre la spesa collegata agli immobili (affitti), per dare trasparenza e risparmiare sui servizi offerti.
- Gli emendamenti al Senato. Con gli emendamenti alla manovra proposti anche insieme a Idv e a Udc il Pd punta inoltre ad alcune riforme capaci di dare un contributo importante al contenimento della spesa pubblica.
Tra queste proposte vi sono:
1. L’accentramento dei comuni più piccoli.
2. L’accorpamento delle province sotto i 500.000 abitanti (di fatto si arriverebbe ad un dimezzamento delle attuali province).
3. L’accorpamento delle società che fanno capo ai comuni (un comune non potrà avere più di una società: e così verrebbero meno migliaia di aziende, con i relativi consiglieri).
4. La totale incompatibilità dell’incarico dei parlamentari con qualsiasi altro incarico (sindaco, consigliere, presidente di provincia…).
5. Taglio delle auto blu e dei voli blu, limitandone l’uso a chi ne ha davvero bisogno.
6. Reintroduzione del tetto alla retribuzione dei manager pubblici
Queste proposte costituiscono un punto fermo del Pd, un patrimonio di iniziative sulle quali daremo battaglia e che il Pd si impegna a realizzare.
lunedì 18 luglio 2011
lunedì 20 giugno 2011
PEZZO DOPO PEZZO SMANTELLANO L’OSPEDALE.
La chiusura definitiva del punto nascite è ormai un dato acquisito, non se ne parla neanche più. Chi temeva che quello fosse il primo passo verso la chiusura dell’Ospedale ora ha nuovi motivi di preoccupazione.
Prosegue infatti l’opera di progressiva distrazione di risorse e servizi che sta sfigurando il volto di nel nostro nosocomio.
Queste sono le ultime, al momento ufficiose, “notizie dal fronte”:
- ginecologia accorpata a chirurgia, con conseguente riduzione dei servizi dedicati.
- eliminazione di posti letto ( si dice 12) nel reparto di medicina.
- diminuzione degli ambiti di intervento di chirurgia.
Tutto ciò avviene in un quadro generale di ridimensionamento complessivo delle prestazioni e della qualità dei servizi, con liste d’attesa dai tempi inaccettabili e conseguente, progressivo ricorso da parte dei cittadini ad altre strutture, in particolare private.
Tutto questo nel silenzio più assoluto, anche da parte di chi, come la Lega (sempre meno di lotta e sempre più di governo e poltrone) aveva affermato di aver risolto ogni problema: resterà nella storia il trionfante volantino con cui comunicava di aver salvato il punto nascite.
Tale situazione appare essere il risultato di tante deboli iniziative e millantati successi vantati dalle forze di governo: la Giunta Spigolon, Lega e Pdl non hanno lesinato dichiarazioni di guerra e documenti ultimativi contro il Direttore Generale dell’ULSS 6, ottenendone solo l’ostilità e colpevolmente ignorando le vere responsabilità che stanno tutte a livello regionale.
infine, come Partito Democratico, abbiamo raccolto migliaia di firme a sostegno di una lettera inviata al Presidente Zaia evidenziando tutte le buone ragioni per mantenere in vita il nostro Ospedale: risposta non pervenuta, evidentemente l’opinione dei cittadini non interessa.
Allora diciamo chiaramente che non c’è speranza di cambiare le cose se non sono i cittadini stessi, e con essi i lavoratori dell’Ospedale, a far sentire la propria voce organizzandosi e iniziando efficaci azioni di sensibilizzazione, di protesta e di proposta.
Noi del Pd saremo al loro fianco. c.i.p. 18/06/2011
lunedì 13 giugno 2011
REFERENDUM POPOLARE 12/13 giugno 2011
I Quesito, Privatizzazione dell'acqua 56,71 %
II Quesito, Profitti sull'acqua 56,74 %
III Quesito, Energia nucleare 56,87 %
IV Quesito, Legittimo impedimento 56,68 %
- Circolo PD di Noventa Vicentina
- c/o Fondazione "MAURO NORDERA BUSETTO" Via Carlo Porta 36025 Noventa Vicentina (VI)










